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Autismo Scuola | Metodo ripetitivo alternato

Autismo Scuola
Metodo ripetitivo alternato

Autismo scuola
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Autismo: come insegnare il nome degli oggetti e delle persone ai bambini autistici.

 

Il metodo ripetitivo alternato è un sistema molto semplice e funzionale per insegnare i nomi di cose e persone ai bambini autistici.

 

 

Alcuni bambini autistici hanno difficoltà a memorizzare i nomi. Possono riconoscere una biglia in mezzo ad altre cento, ma poi non sanno dare il nome ai colori, agli oggetti di uso comune, a persone, che siano compagni di scuola o conoscenti. Anche provando a ricordargli il nome degli oggetti o delle persone, continuano a non ricordarlo. Per superare il problema ed insegnargli a ricordare il nome delle cose c’è un metodo, molto semplice, che in poche settimane può dare buoni risultati: il metodo ripetitivo alternato.

Il metodo non va utilizzato in maniera unica, ma deve essere associato ad un’altra attività, a scelta dell’operatore.

Il metodo non deve essere invasivo e non deve turbare il bambino.

Facciamo un esempio pratico con i colori.

Possiamo utilizzare delle card, ognuna di colore diverso, o dei pennarelli, così come fogli colorati. Possono essere utilizzati anche oggetti colorati, ma è importante in questo caso che gli oggetti siano tutti uguali, perché altrimenti il bambino potrebbe confondersi ed attribuire il nome all’oggetto e non al colore.

Poniamo come esempio un’attività semplice: giocare a palla, ma l’intervento può essere proposto con qualsiasi altra attività.

I° incontro:
Durante il gioco prendiamo una card colorata. È bene iniziare da colori più semplici, come il giallo, il verde o il rosso.

Prendiamo la card gialla e gliela mostriamo e gli chiediamo di che colore è. Naturalmente il bambino non saprà rispondere. In questo caso glielo suggeriamo noi: Giallo. E lo esortiamo a ripetere. E glielo ripetiamo fino a quando chiedendogli il colore non ci risponderà il nome corretto. Dopo di che si riprende il gioco della palla. Dopo qualche minuto ripetiamo la richiesta del colore, e se non è ancora in grado di dirlo glielo ridiciamo, iniziando con il suggerirgli solo l’iniziale: gia… gia… gia…. Se non recepisce aggiungiamo una lettera: gial… gial…  fino a quando il bambino non dirà il colore. Tutta l’attività del gioco della palla dovrà essere interrotta almeno una decina di volte dalla richiesta del colore.

II° incontro:
Nel secondo incontro l’attività potrebbe essere comporre un puzzle.
Dopo un po’ che il bambino ha incominciato a comporre il puzzle gli mostriamo la card gialla. Se ricorda il colore gli mostriamo subito una seconda card: colore rosso. Ogni qualvolta interrompiamo l’attività dobbiamo chiedergli il giallo e poi il rosso. Ricordiamo che inizialmente il colore che non conosce glielo suggeriamo, poi gli suggeriamo solo le iniziali, fino a quando non sarà in grado di ricordarlo da solo. Se invece non dovesse ricordare nemmeno il giallo dobbiamo tralasciare la card rossa e riprendere l’attività solo con la gialla. È importante valutare se il colore giallo non lo ricorda proprio o se lo ricorda aiutato dal suggerimento delle iniziali. Se c’è un piccolo progresso rispetto alla prima seduta, possiamo comunque introdurre la card rossa.

III° incontro:
A questo punto il bambino dovrebbe aver imparato il giallo e ricordare il rosso con l’aiuto delle iniziali. La nuova attività potrebbe essere il gioco delle costruzioni. Mentre è intento a costruire interrompiamo l’attività per chiedergli il colore. Se il bambino ha imparato il giallo e lo ricorda abbastanza bene dobbiamo concentrarci sul rosso, aggiungendo un altro colore: il verde. Quindi gli faremo ripetere il rosso seguito dal verde. Ma anche se il lavoro si svolge soprattutto sul rosso ed il verde non dobbiamo tralasciare ogni tanto di ricordargli il giallo perché i bambini autistici possono imparare facilmente, ma possono dimenticare con altrettanta facilità.

IV° incontro:
Ora dovrebbe essere in grado di ricordare il giallo ed il rosso. Incominceremo quindi con il verde aggiungendo il bianco. Senza dimenticare di chiedergli ogni tanto il rosso, mentre riguardo al giallo che dovrebbe conoscere meglo, diventa necessario ricordarglielo con meno frequenza.

V° incontro:
A questo punto saranno chiari per lui giallo, rosso e verde. Incominceremo con il bianco aggiungendo il nero. Senza tralasciare di tanto in tanto di chiedergli anche i colori che ha già memorizzato, dando più spazio a quelli con cui stenta un po’ e meno a quelli che ha imparato bene.

Così via per gli incontri successivi ricordando però che:

I colori che ha imparato molto bene e che riesce a riconoscere con facilità dovranno essere richiesti con intervalli di tempo sempre più lunghi, questo per sondare se il tempo possa influire sulla memoria.

Può succedere, però, che a volte il bambino dimentichi un colore che ci sembrava avesse imparato bene, in quel caso dobbiamo riprendere quel colore con frequenza.

Questo metodo può essere applicato con gli oggetti, le foto degli oggetti, delle persone etc.!

Tabella fasi di lavoro
Tabella fasi di lavoro

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