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Bullismo collettivo | Bullismo a scuola

Bullismo collettivo
Bullismo a scuola

Bullismo collettivo
Bullismo collettivo

 

C’è un tipo di bullismo che si discosta dalla norma, in quanto, pur avendo sempre la stessa vittima, non ha un solo persecutore, e non è sempre lo stesso.

 

Che cosa è il bullismo collettivo? Chi sono i soggetti coinvolti in questo tipo di bullismo?

 

 

 

 

Si tratta di un tipo di bullismo atipico in cui la vittima è sempre la stessa, mentre cambiano o si alternano i persecutori. Può capitare infatti che a prevaricare possa essere l’intero gruppo classe. In genere si tratta di una vittima odiata da tutti, un soggetto che risulta antipatico alla maggior parte dei compagni, ma addirittura alla maggior parte degli alunni della scuola. Questo non esclude tuttavia la presenza di un bullo, ma ad esso si possono associare, o agire per conto proprio, anche altri alunni.

È riscontrabile nei confronti della vittima una condotta lesiva attuata dalla maggior parte dei compagni di classe.

Spesso si tratta di vittime particolari, non per forza antipatiche o fastidiose, ma bambini che vengono visti come diversi, come per esempio possono essere i bambini stranieri, bambini disabili, di estrazione sociale diversa. Altrettanto può trattarsi di bambini che hanno comportamenti disturbanti, o bambini che hanno caratteristiche fisiche che possono infastidire, come per esempio un bambino che non si lava molto ed emana un forte odore. Le vittime ambigue e le vittime provocatrici possono rientrare a pieno nel bullismo collettivo. Ma non è escluso che anche alunni che eccellono nei risultati scolastici possono essere presi di mira di diventare vittime di bullismo collettivo, poiché attirano su di loro invidia e gelosie. Le condotte lesive possono essere fisiche e psicologiche, ma sono soprattutto di tipo sociale, e si manifestano attraverso l’esclusione, l’emarginazione, la derisione, la diffamazione, fino alla calunnia.

Anche in questo caso non possiamo escludere che la vittima risulti antipatica e fastidiosa anche agli insegnanti ed altri operatori che agiscono nella scuola.

Il lavoro per includere la vittima nel gruppo classe risulta molto difficile, a volte c’è bisogno di interventi minuziosi e capillari, che devono coinvolgere necessariamente anche le famiglie. Per esempio far in modo che il bambino discriminato venga invitato a casa dei compagni, o alle feste. Ma altrettanto coinvolgere la famiglia della vittima, per esempio, nel caso di un bambino che non si lava, parlare con i genitori e cercare di far capire loro l’importanza dell’igiene personale e operare maggiormente in tal senso; utilizzando molto tatto, perché non dobbiamo dimenticare che è difficile affrontare certi discorsi con i genitori. Come abbiamo già detto, non è facile il coinvolgimento delle famiglie e non sempre porta a risultati concreti e tangibili, ed è per questo, come vedremo in seguito, che risulta fondamentale il mettere in atto una serie di interventi in classe.

 

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