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Errore educativo: l’alternativa ai NO

Alternativa ai NO
Errore educativo
Tutti i NO

Alcuni autori ritengono che con i bambini bisogna ridurre significativamente l’uso dei NO. Supportando questa tesi con studi che dimostrano che genitori più positivi, che non limitano il bambino, ottengono maggiori risultati.

 

Quando un bambino è calmo e ci chiede qualcosa che non può avere dare un’alternativa può essere ammesso, ma quando fa i capricci?

 

 

L’alternativa ai NO è una pratica utilizzata soprattutto dai genitori premissivi, e nella nostra esperienza ( con più di 1000 famiglie e rispettivi bambini) è sempre stato chiaro un dato: dietro i bambini maleducati ci sono spesso genitori permissivi. Ma provate per un attimo a pensare ad un insegnante della scuola dell’infanzia, con più di venticinque bambini in classe, che deve trovare un’alternativa a tutti i capricci di tutti i bamini.

È importante valutare a 360°gli interventi educativi che intendiamo proporre perché, ricordiamo, gli interventi errati sono la madre dei bambini di oggi: viziati,capricciosionnipotenti.

Un esempio di alternativa che propongono alcuni autori è:  Se scava in una pianta non dire -Non scavare nel vaso!-  ma piuttosto -Andiamo a scavare un buco in giardino-.

Ma questa soluzione è corretta solo a metà, l’alternativa è valida quando il bambino è calmo e accetta l’alternativaa: se il bambino vuole un libro di mamma, gli si dice: Lo sai che quei libri non li puoi toccare, se hai voglia di sfogliare un libro prendi uno dei tuoi oppure ti posso dare questi che non mi servono. Ma stiamo attenti che l’alternariva non diventi una pretesa.

Il problema però è che spesso i capricci partono da situazioni in cui il bambino pretende qualcosa che non può avere e per la quale nessuna alternativa è soddisfacente. Se per esempio ci chiede la cioccolata e sappiamo non potergliela dare perché ne ha mangiata già troppa, la nostra risposta potrà essere: Lo sai che la cioccolata oggi non la puoi avere, ma puoi mangiare una fetta di pane con la marmellata, oppure un biscotto. Ma siamo sicuri che funzionerà? Se il bambino è venuto con le intenzioni di fare un capriccio possiamo stare certi che nessuna alternativa lo tranquillizzerà, almeno fino a quando non riuscirete a trovare un’alternativa che soddisferà le sue aspettative: ti porto alle giostre, ti compro un giocattolo oppure un gelato. Ma in questo caso l’alternativa è un grave errore: quando un bambino fa i capricci NON deve essere proposta nessuna alternativa ed è importante un NO fermo e deciso.

Le alternative sono importanti e funzionali nella crescita del bambino, nello sviluppo della personalità, nelle scelte che lo faranno maturare. Per esempio quando si deve vestire, invece di imporgli quello che volete voi, proponetegli delle alternative tra le quali potrà scegliere in autonomia. Ma se fa un capriccio le alternative sono deleterie. Un esempio può essere quello di immaginare che un compagno di scuola di vostro gli chieda in regalo la sua penna preferita e, al rifiuto di vostro figlio, il compango pretenda un altro oggetto. O ancora, pensate se un bambino durante la lezione pretenda di andare in giardino e al rifiuto della maestra pretenda un’alternativa.

In generale per capire se un metodo educativo sia funzionale oppure no, basta fare un test molto semplice: ogni intervento educativo deve essere applicabile in altri contesti sociali diversi dalla nostra famiglia, se non è applicabile allora è un metodo errato.  L’alternativa può risultare molto pericolosa, poiché non è quasi mai applicabile in altri contesti, il rischio è che il bambino imparerà che a ogni rifiuto gli spetta un’alternativa.

Nella vita reale le alternative sono al quanto improbabili: Se un vostro collega di lavoro prendesse dei documenti importanti che avete appena compilato e ci si mettesse a fare gli aeroplanini che cosa fareste? Con calma gli rispondereste che invece di usare quei documenti, che per voi sono importanti, potrebbe usare la vostra agenda?

NO, gli rispondereste di andare a fare gli aeroplanini con i suoi documenti.

E, a volte, la sola risposta adatta ad un bambino è: NO, mi dispiace, sai che questo libro non lo puoi toccare, hai i tuoi libri e puoi giocare con quelli.

Ricordate che la realtà con cui il bambino si dovrà confrontare continuamente quando incomincerà a frequentare la società sarà ben diversa: asilo, scuola, compagni, amici di cortile: in quei luoghi non ci saranno alternative, non ci saranno amici, insegnanti o persone che di fronte alla sue prepotenze gli proporranno un’alternativa. L’utilizzo delle alternative non è un metodo coerente con la società con cui il bambino dovrà confrontarsi.

È come insegnare ad un praticante di una scuola guida regole che non sono previste dal codice stradale, cosa accadrà quando avrà la patente e guiderà sulla strada?

Educare non significa esonerare il bambino dalle responsabilità, ma insegnargli ad affrontarle.

È importante che al bambino sia chiaro che cosa è permesso e che cosa no. L’alternativa non fa comprendere al bambino che ci sono regole da rispettare, ma imparerà presto che quando non può avere qualcosa gli è dovuta una alternativa.

Inoltre è bene tenere presente che spesso ci troviamo a casa di altre persone dove l’alternativa non è praticabile: immaginate di stare a casa di amici, conoscenti, parenti: Se vorrà scavare nella pianta della vostra amica cosa farete? Gli direte di andare a scavare nel giardino della vostra amica? E se la vostra amica, cosa molto probabile, non sarà d’accordo?

Se distogliete il bambino da un proposito negativo, avete solo rimandato il problema per un po’. Alla prima occasione il problema si ripresenterà.

Infine ricordate che il bambino deve imparare a decidere da solo quello che può fare e non può fare. Deve essere libero di sviluppare la propria fantasia e trovare da solo un’alternativa a quello che non può, ma un’alternativa tra le cose che gli è permesso fare, e questo glielo potete insegnare solo attraverso delle regole precise.

Tutti i NO detti  ai bambini piccoli serviranno a dirne pochissimi quando saranno più grandi.
Tutti i NO non detti ai bambini piccoli, peseranno come macigni quando saranno grandi,
ma a quel punto quei NO potrebbero essere inutili.


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