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Favole per bambini | Il principe bello che viveva nel castello

Favole per bambini
Il principe bello che viveva nel castello

Il principe del castello
Il principe del castello

 

Ma chi era il principe bello che viveva nel castello? Ma era davvero bello come dicevano? 

E aveva tanti amici il principe bello che viveva nel castello?

E i nostri amici riusciranno a diventare suoi amici?

 

 

C’era un ragazzo claudicante. Se ne stava sempre da solo perché, a suo dire, era brutto e nessuno avrebbe voluto giocare con lui. Era sempre triste. Piangeva e si disperava e diceva spesso:  Perché non sono bello come il principe bello che vive nel castello?

Infatti, in un castello lontano, viveva un principe bellissimo, che era felice e contento, ed aveva tanti amici.

Un giorno mentre se ne stava solo e piangeva, gli si avvicinò un ragazzo obeso, ma molto obeso. Gli chiese perché piangesse e quando il ragazzo claudicante gli spiegò che era triste perché era brutto, anche il ragazzo obeso incominciò a piangere. Disse che anche lui non aveva amici, che era sempre solo perché, a suo dire, chi vuoi che avrebbe giocato con un ragazzo obeso. Era sempre triste e si chiedeva: Perché non sono bello come il principe bello che vive ne castello?

Confidandosi l’uno con l’altro divennero amici e, un giorno, il ragazzo claudicante disse: Perché non partiamo per un viaggio e andiamo dal principe bello che vive nel castello e gli chiediamo se ci dà un po’ della sua bellezza?”.

“Hai ragione!” rispose il ragazzo obeso. Così prepararono le valige e partirono alla volta del castello dove viveva il principe bello.

Cammina, cammina, per strada, incontrarono un ragazzo che aveva una evidente scoliosi che se ne stava seduto sotto un albero a piangere.

“Perché piangi?” chiesero il ragazzo claudicante ed il ragazzo obeso.

“Perché ho la scoliosi e sono brutto. Chi volete che si metta a giocare con me? Oh come vorrei essere bello come il principe bello che vive nel castello!”.

I due amici gli dissero che era proprio da lui che volevano andare per farsi donare un po’ di bellezza, e gli proposero di unirsi a loro. Il ragazzo con la scoliosi ne fu felicissimo e li seguì.

Mentre proseguivano il viaggio passarono accanto ad un circo e sentirono un pianto provenire da dentro il capannone. Andarono a vedere e trovarono un ragazzo basso di statura che se ne stava solo, solo. I tre, il ragazzo claudicante, il ragazzo con la scoliosi ed il ragazzo obeso, gli chiesero del perché piangesse ed il ragazzo basso di statura rispose: “Sono brutto e basso di statura, sono sempre solo, perché essendo così basso nessuno vorrebbe giocare con me, così ho deciso di venire a lavorare per il circo, ma sono comunque triste. Oh come sono infelice, come vorrei essere bello come il principe bello che vive nel castello!”.

I tre amici gli raccontarono del loro viaggio verso il castello del principe bello e proposero anche a lui di unirsi a loro.

Anche lui ne fu felicissimo, e lasciò immediatamente il circo e li seguì. I quattro ragazzi giunsero al castello e chiesero di parlare con il principe bello che viveva il quel castello. La guardia li fece accomodare. Dopo un po’ vennero fatti entrare in una stanza bellissima, tutta di oro, argento e diamanti. Ad un certo punto entrò un ragazzo e chiese loro cosa volessero ed i quattro risposero che volevano parlare con il principe bello che viveva nel castello. “Ma sono io, ditemi, cosa volete da me?”  chiese con gentilezza il ragazzo. I quattro trasalirono e restarono a bocca aperta: il principe bello che viveva ne castello era claudicante, aveva la scoliosi, era basso e obeso. Ma nonostante tutti i difetti, il principe era bello, perché era gentile e cordiale con tutti. Sorrideva sempre ed era amico di tutti. I quattro capirono che non era la bellezza quello che conta, ma di come ci si pone agli altri. Si vergognarono un po’ ma il principe li invitò a restare per la serata al castello dove ci sarebbe stata una grande festa da favola, con tanta musica. I ragazzi si divertirono un mondo e conobbero molti nuovi amici. Il giorno dopo i quattro ragazzi partirono. Decisero che non si sarebbero più preoccupati del loro e dell’altrui aspetto, ma che avrebbero dato peso all’anima di chi incontravano sulla propria strada.

E tutti e quattro giurarono di restare per amici per sempre: e così fu.

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