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Togliere un figlio alla madre | Giudice dei minori

Togliere un figlio alla madre
Giudice dei minori

Togliere un bambino alla mamma
Togliere un bambino alla mamma


Giudice dei minori, assistente sociale, psicologo e medico. Ecco i responsabili, coloro che  che ogni giorno in Italia, decidono che un bambino deve essere tolto alla mamma.

Ma è la soluzione giusta? Non ci sono delle alternative? Loro diranno di no, noi diciamo che il primo passo è togliere loro il potere.

In Italia, ogni giorno, un giudice dei minori emana una sentenza con cui toglie un bambino alla mamma.

In Italia, ogni giorno, un giudice dei minori uccide un bambino, una mamma, un papà.

In Italia, ogni giorno, un giudice dei minori toglie un bambino ad una mamma e dice che l’ha fatto per il bene del bambino.

In Italia ogni giorno un pedofilo abusa di un bambino e dice che lo fa per il suo bene.

In Italia ogni giorno un genitore violento massacra di botte un figlio e poi dice che lo fa per il suo bene.

Se ritenete che il pedofilo e il genitore violento, non fanno, assolutamente, il bene di quel bambino, sappiate che un giudice dei minori che toglie un bambino alla mamma ha utilizzato una violenza maggiore rispetto al pedofilo e al genitore violento.

Per un bambino al di sotto dei 10/12 anni nessun trauma è più profondo di quello di essere allontanato dai genitori, soprattutto dalla mamma.

Essere strappato alla famiglia equivale al lutto della perdita di un genitore.

Se aborrite davanti a quel pedofilo e davanti a quel genitore violento, aborrite davanti a quel giudice minorile che toglie un bambino alla mamma.

Prima di togliere un bambino ad una mamma bisognerebbe valutare altre 1000 possibilità. E non credete a quel giudice dei minori che dice di averlo fatto.

Spesso riceviamo e-mail da genitori a cui sono stati tolti i figli, ma la cosa allucinante è che a nessuno dei genitori che ci scrive hanno tolto i figli perché pedofili o violenti, si tratta quasi sempre di accuse incomprensibili: non in grado di crescere i figli, immaturi, separati, violenza psicologica, e tante motivazioni alle quali, credetemi, si poteva trovare una soluzione alternativa.

Le nostre tasse servono a pagare gli stipendi dei giudici dei minori, per altro molto alti, assistenti sociali, agli psicologi e ad rimpinzare le casse di case famiglia o persone che prendono bambini in affido. Case famiglie e genitori affidatari che non sempre lavorano come si deve. Ma la cosa triste è che basterebbero molti meno soldi per soluzioni che non nuocerebbero né al bambino né al genitori. Basterebbe modificare le legge e la testa di giudici.

Ci sono giudici minorili che tolgono i bambini alle famiglie con la facilità con cui si lavano i denti.

Ci preoccupiamo di criticare i giudici per un processo ad un politico miliardario, e nemmeno ci accorgiamo di tutti i giudici che giorno per giorno uccidono genitori e bambini.

Ogni giorno un giudice minorile dice che prima di togliere un figlio ad una madre ha fatto il possibile per evitarlo, ogni giorno un giudice minorile dice di aver applicato la legge, ogni giorno un giudice minorile mente al mondo e se stesso, e la notte dorme tranquillo.

Ogni giorno un bambino ha gli incubi, di giorno e di notte, perché un giudice l’ha strappato dai suoi genitori.

L’equazione è molto semplice: se un bambino è contento di essere allontanato dalla famiglia, il giudice ha ragione. Se un bambino non vuole lasciare la famiglia il giudice ha torto marcio.

Un bambino decide che vuole lasciare la famiglia quando la sua vita in quella famiglia è un incubo. Un bambino che non vuole lasciare la famiglia considera incubo vivere in quella famiglia: per lui l’incubo è lasciare la famiglia.

Chiunque pensa che prima di togliere un bambino ad una madre, bisognerebbe provarle tutte ci faccia sentire la propria opinione.

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  • A CHI TOGLIE I FIGLI AI GENITORI
  • ABUSO SESSUALE INFANTILE
  • ATTUALITÀ
  • EDUCARE I FIGLI

  • Posted by piero 21 Settembre 2013 at 23:12

    Scusate, ma leggo in questo articolo tanti luoghi comuni come il giudice che toglie i figli alla madre.Premetto Innanzitutto è un fenomeno raro.
    Premetto che la maggior parte delle volte il figlio viene tolto al padre, e a volte per il bambino sarebbe piu importante chi ha instaurato con lui un rapporto diretto e senza compromessi(chi dei due ha la capacità di trasmettere sicurezza).
    Premetto che esisterebbe una legge art 54/2006 che si chiama Affidamento condiviso e sarebbe il massimo per non far morire nessuno dei genitori per il figlio, ma poi viene sempre adottato il domicilio prevalente quindi lasciato alla madre con esborso economico sempre maggiore da parte del padre, perdita della casa e perdita dei diritti da parte del padre appunto.Considerando che quando avviene questo nel 15-20% dei casi la donna che chiede la separazione lo fa solo per essersi “Guadagnata una casa senza spendere una lira, ed ottenere un mantenimento”, io chiedo:
    1)E’ giusto dare in affidamento un figlio ad una madre del genere che pensa ad un figlio come un assegno a livello etico?Forse in Italia ti diranno”Fatti furbo!Motto Italiano appunto…frega il prossimo o ti fregano…Ricordando che negli altri paesi l’etica esiste e si tocca con mano.
    2)E’ giusto dare un figlio ad una madre che si rivolge ad uno psicologo privato, pagato insieme agli avvocati 6 miliardi di euro/anno(come una finanziaria) in italia, che poi fidelizza il cliente e dice che è normale anche se poi la stessa dice ad un mediatore che pensava di non essere in grado di fare la madre?
    3)E’ giusto dare ad una madre che ha pessimi rapporti con il padre del bambino, non risponde al telefono a volte e plagia insieme ai suoi genitori il figlio contro il padre?Soprattutto se opera insieme alla sua famiglia perchè incapace di prendere decisioni e spesso perchè i nonni si sentono genitori, perchè non li hanno saputi fare prima?
    4)E’ giusto dare un figlio ad una madre che va in giro in discoteca perchè sempre in astinenza, si vanta in discoteca di ricevere un mantenimento, fa sesso non protetto come ha sempre fatto, ha sempre herpes e pruriti vaginali e a volte non dorme con il figlio per paura di infettarlo con i suoi pruriti vaginali, perchè ha Infezioni come Gardnerella, Candida oppure sifilide?

    Beh, sapete cosa vi dico?Se un uomo fa una denuncia del genere ad una donna viene accusato di stalking, mentre se una donna minaccia costantemente un uomo almeno in italia, alza le mani, fa la matta, usa linguaggi offensivi di fronte al figlio plagiandolo non viene fatto nulla! Io penso che in italia dovrebbero tirare via piu figli a tante donne, che li rovinano,mettono i rispettivi padri in condizioni di povertà e poi mettono le foto su facebook facendo finta di fare le mamme apprensive, ma in realtà vivono nel mondo dei sogni, facendo le poco di buono in giro… e vi assicuro che quando i bambini crescerano e i loro coetanei parleranno male delle proprie madri, per loro non sarà bello, anzi sarà traumatico!..Ma purtoppo in Italia non c’è cultura non ci sono le scuole che ti formano, da grande farai un lavoro completamente diverso dalla scuola che hai fatto…finchè sei bambino sei superprotetto, poi appena compi 18 anni, il bambino maschio diventa un capo espiatorio ed un padre a rischio di perdita figlio, visto che le donne in italia dopo i 35 anni impazziscono e vogliono essere emancipate sessualmente ed ufficialmente godersi un sacco di riposo con i soldi del malcapitato…io auguro a tutte queste donne che il loro figlio non diventi come il padre che hanno cercato di rovinare!
    Io questo paese continuo a non capirlo, è troppo corrotto e ignorante, viene prima il politico e la casta, poi l’immigrato che violenta l’unica donna seria magari e poi ladonna che puo’ rovinare uomini buoni, solo perchè il buono non si fa furbo…Beh anche la religione mi pare si sia uniformata attraverso il marketing a questo tipo di mentalità perversa.

    Rispondi
    1. Posted by Claudio Cutolo 22 Settembre 2013 at 07:12 in reply to piero

      Gentile Signor Piero, lei fa un po’di confusione.
      I nostri articoli non sono rivolti ai casi di separazione, ma ai bambini tolti alle famiglie e messi in casa famiglia. Lei scrive che sono casi molto rari? Allora la invito ad andare su google e digitare Case famiglia, comunità alloggio, case accoglienza, strutture per minori sotto ogni regione. Compariranno una sfilza di comunità, una sfilza di comunità che “campano” con i soldi che lo stato passa per ogni bambino chiuso in una casa famiglia. Sottolineiamo che parliamo di bambini, diverso è il discorso dei pre/adolescenti che possono tranquillamente scegliere di stare in casa famiglia etc.! I bambini tolti alle famiglie in Italia sono tanti, troppi a nostro avviso.
      Non siamo assolutamente d’accordo che nei casi di separazione che il figlio venga affidato esclusivamente al padre o alla madre. Lei ha ragione: la soluzione è l’affidamento condiviso, purtroppo poco considerato dai giudici italiani, vede? Sempre loro. Ma anche in quel caso la vita del bambino non sarebbe tutta rosea. Fino a che papà vive solo e mamma vive sola, l’affidamento condiviso è perfetto (tranne per il fatto che il bambino spera sempre in un ritorno), ma poi arrivano i nuovi compagni, e magari nuovi “fratelli” acquisiti e le cose si complicano. E poi uno dei genitori si trasferisce da Milano a Palermo e viceversa… e le cose si complicano ancora di più: la soluzione potrebbe essere che il figlio resta dove e non segue il genitore che parte: e se il genitore che parte è quello con cui il figlio preferisce stare o va più d’accordo?
      Riguardo il paradosso delle donne che dopo i 35 anni impazziscono non glielo posso concedere… però concedo qualcosa ai figli dei genitori separati: se i genitori italiani accettassero la separazione come una cosa normale, tutto sarebbe più facile per i figli. Ma in Italia la separazione è un affronto che merita vendetta e i figli diventano la migliore arma per vendicarsi: la mamma per dispetto non fa vedere i figli al padre, il padre per dispetto cerca di toglierli alla madre: in tutti e due i casi dicono che lo fanno per il bene dei bambini.
      E siccome siamo convinti che nelle separazioni gli errori stanno da ambo le parti è giusto che nessun genitore paghi, ma soprattutto che nessun figlio debba rinunciare ad uno dei due genitori, soprattutto al papà visto che nella maggior parte dei casi il figlio viene dato con esclusività alla madre, tranne quando abiti a Padova e sei avvocato (nessuna allusione a Padova ma a quel famoso avvocato).
      Per il resto le auguro che riesca a far valere i suoi diritti di padre, il suo amore di padre.
      Claudio Cutolo

      Rispondi
  • Posted by Azzurra 26 Ottobre 2013 at 12:05

    Io non parlerei di bambini che vengono tolti alle madri, è vero le mamme soffrono da morire per questo, ma soprattutto soffrono i bambini a cui viene tolta la figura materna.
    Non aggiungo altro troppo dolore nel mio cuore, un cuore di mamma distrutto perché un giudice ha deciso così senza alcun motivo.
    Ma il mio cuore piange perché vede la sofferenza di due bambini di 6 e 9 anni che sono stati costretti (per il loro bene?) a perdere la loro mamma.
    Li adoro, ho solo cercato di difenderli da un padre violento, e non mi hanno creduta.

    Rispondi
    1. Posted by Claudio Cutolo 28 Ottobre 2013 at 09:37 in reply to Azzurra

      La nostra attenzione è soprattutto per i bambini, ma anche al dolore di una madre. Nel 99,9% non è mai per il bene dei bambini… è una palla che giudici, psicologi ed assistenti sociali inventano per non fare i conti con la propria coscienza. La notte dormono, e sono quasi convinti di essere degli eroi per aver salvato un bambino, ma il loro eroismo è pari agli inquisitori del medioevo che mettevano al rogo persone per qualsiasi sciocchezza, ma lo facevano in nome di dio e si sentivano a posto con la coscienza.
      Speriamo con tutto il cuore che un giorno la vita le renderà giustizia… soprattutto ai suoi bambini.
      Claudio Cutolo

      Rispondi
  • Posted by Alby 15 Novembre 2013 at 06:48

    Questi sequestri di persona da parte dello stato sono una nuova strategia di controllo e sottomissione del popolo, oltre a cio hanno imparato a guadagnare sopra la pelle dei bambini sequestrati e messi in “casa famiglia” attraverso sovvenzioni, rimborsi eccetera. Si tratta di azioni criminali, peggio di qualsiasi violenza. Sono strategie indottrinate dall’alto, da istituzioni sovranazionali come eurochild e altre. Queste porcherie devono finire!

    Rispondi
    1. Posted by Cristina 4 Aprile 2014 at 17:16 in reply to Alby

      quanta ignoranza….ma sai quanto paga un comune per una comunità? lo tieni tu il figlio a casa tua finché la madre non decide di seguirlo?no perché quando avrai bambini con ascessi al dente che gli perforano la guancia perché la madre non lo considera grave..o genitori che si prostituiscono in casa,o che non gli preparano neanche la cena,la prossima volta li mando a casa tua! un po’ di rispetto per le persone che lavorano, queste manie persecutorie sul sistema!ma sai quanto costa una comunità al comune?sai che i genitori non versano una lira neanche quando fai sì che vadano a scuola? la realtà è multi-sfaccettata e complessa, i capri espiatori e le generalizzazioni son puerili e inutili. i minori osno un dovere di tutti, non solo dei servizi sociali, perché ti proponi come famiglia affidataria visto che non se ne trovano? invece che stare qui a sputare sentenze dall’alto delle vostre poltroncine e delle vostre tiepide case, siate costruttivi, siate utili, date una mano prima di tutto informandovi seriamente.

      Rispondi
      1. Posted by Claudio Cutolo 5 Aprile 2014 at 10:12 in reply to Cristina

        Suppongo che Lei -signora Cristina e basta, visto che non leggo il cognome, non leggo da dove scrive e cosa fa nella vita- sia un’assistente sociale . Il mio di nome c’è, Claudio Cutolo, e se legge il curriculum, lo trova sotto chi siamo, potrà leggere il percorso. Perché non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di quello che dice? Perché non firma un messaggio in cui dà dell’ignorante a chi non conosce e non ne conosce il percorso formativo e lavorativo?
        Seduti in poltrona? Io nelle case famiglie ci ho lavorato, e so come funzionano: so quanti sono gli educatori realmente formati e quelli che fanno questo lavoro con amore, e so, soprattutto, quanti bambini chiusi nelle case famiglia sono “contenti di essere stati tolti alle loro madri”.
        E lei invece? Il mio giudizio è una bolla di sapone, si dissolve in aria: il suo uccide! Quando lei esprime giudizi, seduta comodamente dietro una scrivania, decide le sorti della vita di un bambino, di una famiglia, di una madre. Io prima di farlo ci penserei 1000 e poi altre 1000. E non ci dormirei la notte pensando: è stata la cosa giusta? Le viene mai questo dubbio?
        Ma veniamo alla formazione: lei, come dicevo, suppongo sia assistente sociale, quindi avrà una formazione adeguata, ops… ma lei è un’esperta di pedagogia con quell’esamino di pedagogia sociale che ha sostenuto? E tutta la sua formazione, tutta la sua professionalità e tutta la cultura che dice di avere, dove stanno quando deve decidere se per quel bambino è più traumatico saltare una cena o finire in un posto sconosciuto con persone sconosciute, strappato al suo habitat? Pensa che se va in Africa e toglie un bambino ai genitori, per fargli fare un pasto in più, quel bambino le sarà grato? Quel bambino non vuole andare via dai genitori, vuole semplicemente mangiare un pasto in più.
        Tutto qui mia cara signora Cristina, noi non vogliamo che i bambini debbano soffrire, debbano essere trascurati o maltrattati, vogliamo che prima di togliere un bambino ad una madre si siano provate altre mille strade, che non siano quelle di andare a controllare, consigliare, minacciare e agire.
        Lei ha ragione: i minori sono un dovere per tutti, ma in primis per gli assistenti sociali, gli psicologi e i giudici !!!
        Ma chi è lei per decidere della vita di un bambino? Ha mai chiesto ad un bambino cosa vuole? NOO. Lei decide per lui dicendo che lo fa per il suo bene: così come quei genitori che per il bene del proprio figlio decidono quale scuola deve frequentare, quale lavoro dovrà intraprendere e quale persona sposare.
        E mi dica, Signora Cristina, dopo aver tolto un bambino alla madre, e dopo averlo chiuso in una casa famiglia, quante notti ha trascorso insieme a quel bambino? Io so quanto costa ad un comune una casa famiglia, lei, invece, sa come trascorre la prima e le notti a venire quel bambino chiuso in una casa famiglia? Ha mai vissuto la sofferenza di quel bambino sulla sua pelle? L’ha mai visto con i suoi occhi? Ha mai consolato la loro paura e il loro pianto inconsolabile? Ha mai conosciuto bambini tolti ai genitori che erano contenti?
        Di tutti i bambini e ragazzi tolti ai genitori, ne ho conosciuto uno solo: è stato lui a denunciare la madre, ma voleva che lei smettesse di picchiarlo, non andare in casa famiglia.
        Bello scrivere di guance perforate e di madri prostitute e tanto altro, ma perché non dice anche di quei bambini che vengono tolti per motivi alquanto discutibili? Genitori troppo anziani, situazione psicologica dei genitori, situazione economica, immaturità dei genitori… e bla bla bla.
        Nessuno di noi ha mai detto che un bambino deve restare in casa con una madre tossica o alcolizzata che sta tutto il giorno fuori di testa. Ma che ci sono molte situazioni in cui si potrebbero trovare soluzioni diverse.
        Ma ora, cara Cristina, mi dica quanti figli di persone importanti vengono tolti ai genitori: quanti figli di medici, avvocati, sindaci, politici, grandi imprenditori, commercialisti, e bla bla vengono tolti ai genitori? E quanti figli di corrotti? Mi dice perché in Italia si tolgono i figli a chi è in pessime condizioni socio-economiche, ma non si tolgono a genitori evasori, truffatori, assassini?
        Perché sa, nelle case famiglie io non ne ho mai conosciuti di bambini figli di persone importanti… è un problema di potere economico o lei mi dice che i ricchi trattano i figli meglio dei poveri?
        Ma ha letto da qualche parte sul nostro sito che i bambini devono continuare a subire quello che subiscono? Ha letto da qualche parte che non bisogna intervenire?
        La nostra domanda è: non ci sono altre possibilità? E la nostra rabbia è che questa STRAMALEDETTA domanda dovrebbe porsela lei in primis, prima di giudicare chi se la pone.
        Perché nei casi estremi il bambino prima di finire in casa famiglia non viene affidato ai parenti? Amici? Conoscenti?
        Perché non si decide per soluzioni diverse dal togliere i bambini ai genitori?
        Forse invece di pagare una casa famiglia, si potrebbe pagare un tutor che si occupi di quella famiglia senza togliere i bambini alla madre? Un tutor che si occuperebbe di più famiglie. Un tutor che giorno per giorno vada a controllare se il bambino va a scuola, se ha mangiato, se la madre sta incominciando a seguire i suoi consigli, ma un tutor formato in pedagogia o in psicologia, non un assistente sociale con formazione pseudo-psicopedagogica.
        E anche quando davvero non ci sono altre possibile che quella della casa famiglia: perché non si decide di far entrare nella casa anche la madre? Perché non prevedere un sistema in cui per aiutare il bambino si aiuti anche la madre?
        Riguardo le famiglie affidatarie, la rimando a quando scriveremo in maniera approfondita quello che pensiamo dell’affidamento temporaneo: la più grande idiozia italiana. Le famiglie affidatarie hanno la stessa valenza degli antidepressivi per di depressi: fino a che prende il medicinale va tutto bene, ma come smette la depressione peggiora.
        La differenza tra noi e lei, mia cara Cristina sta nei soldi: lei per togliere un bambino ad una madre percepisce uno stipendio, noi nella lotta per trovare altre soluzioni non guadagniamo un centesimo. Tutto qui. Noi cerchiamo altre soluzioni e siamo in cerca di persone, anche assistenti sociali, che si pongono il problema 1000 e 1000 volte e vogliano collaborare alla ricerca di soluzioni alternative e nuove leggi.
        Lei sta con la spada in mano pronta a giustiziare un genitore che sbaglia: ma la stessa assistente sociale, poi, è pronta a scrivere una relazione positiva su un assassino di fidanzate perché, sempre a suo personale giudizio, è pronto per il reinserimento in società, e quando c’è la recidività e quell’assassino uccide di nuovo, lei dorme tranquilla, tanto la colpa è sempre degli altri, magari di quelli che lei pensa stiano seduti sulle poltrone.
        Complimenti per la sua di formazione.

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        1. Posted by Cristina 5 Aprile 2014 at 14:33 in reply to Claudio Cutolo

          signor Claudio, a me non sembra che lei si stia ponendo una domanda nell’articolo bensì che stia già dando risposte. Lei usa il filtro che preferisce per raccontarsi la favola dell’orco. la cito: Lei chiede ad un bambino cosa vuole? e si risponde “NOOO”…la mia risposta è SII, il minore, il genitore, riascolto il bambino, lo incontro più volte. ma probabilmente non mi crederebbe nemmeno. la cito nuovamente “per togliere i bambini lei percepisce uno stipendio” mi piace contraddirla di nuovo, ma il mio stipendio non vale il lavoro che faccio(se lo dovessi fare per lo stipendio cambierei mestiere) e lo scopo del mio lavoro non è togliere i bambini. Ma a quanto pare lei ha già deciso come lavoro e perché lo faccio. e sono io quella che giudica… MI dispiace che lei abbia vissuto (?) queste esperienze dai racconti degli altri, peccato che non funzioni così nella maggior parte dei casi. Il lavoro coi genitori e il principio di beneficità sono d’obbligo per un’assistente sociale. Ripeto che forse bisognerebbe prima informarsi e poi parlare. Ci vuole coraggio a fare l’assistente sociale, le domande sono continue infinite e sì, non si dorme la notte..ma le assicuro che i minori allontanati dalle famiglie sono pochissimi e sono allontanati solo se non si riesce a costruire coi genitori un percorso di cura. Tutti i bambini vogliono essere amati dai propri genitori, il problema non è il pasto,il problema è che ci creda o no, ci sono genitori che non amano i propri figli. Il lavoro di mediazione è al primo step, ma fino a quanto aspettare? fino a che il genitori impara..quanto tempo gli diamo anni? mesi?fino a che punto è giusto che un figlio si aspetti le attenzioni dai propri genitori senza aver figure adulte di riferimento alternative? io non conosco allontanamenti di minori perché i genitori sono troppo anziani o altre baggianate simili, sono convinta che, come in tutte le professioni”al fronte”, di errori se ne facciano a scapito dei più deboli. Purtroppo ci sono persone incompetenti come ci sono persone incompetenti anche nella sua professione. Certo se uno non ha la personalità per accettare che a volte il proprio meglio non basta, va a fare la commessa o un altro mestiere! I quesiti sono tanti e credo sia giusto aprire un dibattito su questo tema, ma con le giuste modalità per approfondire e costruire insieme a chi ci mette l’anima (anche se è pagato, o forse sono bravi solo coloro che lo fanno gratis?) non per trovare capri espiatori. Lei chiede se ci sono altre modalità: la risposta è sì. C’è l’educativa domiciliare,i corsi per i genitori, i doposcula e il vicinato…ma la realtà è multi sfaccettata e con ogni famiglia si costruisce insieme un progetto. e se nonostante tutto il genitore non fa niente? Lei dice che non è giusto che psicologo, giudice e assistente sociale decidano…vede già queste informazione è lacunosa, la rete è molto più ampia…ci sono gli insegnanti, i medici di base, i vicini e i genitori stessi e le risorse che individuano loro..Sono aperta alla proposte, ha alternative? o in nome del fatto che lo fa gratuitamente beneficia della convinzione che quello che fa lo sta facendo bene? N.b.l’assistente sociale ad esempio non decide affatto, al massimo rende esecutivo un decreto del giudice.

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  • Posted by gabriella 7 Gennaio 2014 at 20:51

    MA PERCHE’ NON LEGGERE IL CASO DI FEDERICA PUMA ALLA QUALE E’ STATA TOLTA LA FIGLIA BEATRICE E AFFIDATA AD UNA CASA FAMIGLIA. E IL PADRE SICCOME E’ UN PEZZO DA 90 FARA’ IN MODO CHE VENGA DATA IN ADOZIONE. E QUESTO SAREBBE UN PEDIATRA. MA IN CHE STATO VIVIAMO, SIAMO NELLE MANI DEI GIUDICI, DELLE ASSISTENTI SOCIALI E DEGLI PSICOLOGI. MA QUANDO MAI. QUESTA E’ DITTATURA. QUESTO NON E’ UN PAESE DEMOCRATICO.

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