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Comportamenti dormienti | Comportamenti negativi

Comportamenti dormienti
Comportamenti negativi

Comportamenti dormienti
Comportamenti dormienti

 

Che cosa sono i comportamenti dormienti? Qual è la causa dei comportamenti dormienti?

Analizziamo insieme che cosa sono i comportamenti dormienti.

 

 

 

 

 

Comportamenti dormienti

Alcuni sostengono che di fronte alle condotte negative dei bambini quali capricci, temper tantrum (accessi d’ira), aggressività etc. sia necessario intervenire con calma, tranquillizzando il bambino o, tuttalpiù, ignorare il comportamento negativo, mentre non bisogna mai porsi in modo deciso e con fermezza, e soprattutto mai punire il bambino. Se il bambino non vuole lavorare, per esempio, e incomincia a scalciare, piangere o a fare i capricci, non dobbiamo costringerlo, ma parlargli con calma, capire perché non vuole lavorare, aspettare il momento in cui sarà più disponibile e riproporgli di lavorare, magari rimandando il tutto ad un altro giorno. Alcuni, invece, propongono il Metodo Holding, cioè l’abbraccio contenitivo. In effetti attuando questi interventi a volte il bambino smette di fare i capricci, si calma e con il tempo potrebbe anche collaborare e lavorare. Ma davvero siamo riusciti a migliorare il comportamento del bambino?

Davvero abbiamo attuato un buon intervento educativo?

In realtà no, un buon intervento è quando il comportamento negativo viene ridotto significativamente o estinto; in questo caso, invece, lo abbiamo semplicemente messo in stand by; il comportamento, cioè, risulta dormiente, come una sorta di letargo, ma i comportamenti dormienti sono pronti a ripresentarsi alla prima occasione, al primo contrasto, alla prima situazione di stress. É un po’ come dare ad un bambino un sedativo per la tosse senza però curare la causa della tosse. La tosse si calma, ma l’infiammazione rimane, e quanto prima la tosse ritorna.

I comportamenti negativi vanno contrastati immediatamente, anche con lo scontro, i bambini devono capire che ci sono regole da rispettare che non possono essere ignorate.
Ricordate che lo scopo dell’educazione è quello di preparare il bambino alla vita da adulto, e da adulto, nella vita di tutti i giorni, non troverà un impiegato che di fronte ai suoi capricci agirà con dolcezza o ignorando i suoi comportamenti. Provate ad immaginare un ragazzo di 16 anni che viene fermato dalle forze dell’ordine perché viaggia su uno scooter senza casco, e di fronte alla decisione degli agenti di sequestrare il mezzo reagisca con una crisi di nervi, che cosa accadrà? Gli agenti gli spiegheranno con dolcezza che non ci si comporta così? Gli chiederanno i motivi del suo comportamento? Gli diranno che vista la sua rabbia gli sequestreranno lo scooter tra qualche giorno? Quando si sarà calmato?

Erroneamente tendiamo a pensare che le condotte negative dei bambini si ridimensionino con il tempo, mentre sottovalutiamo che il motivo di molti comportamenti negativi degli adulti dipendono proprio dal fatto che non sono stati corretti da bambini.

 

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  • BULLISMO A SCUOLA

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