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Comportamento del neonato

Comportamento del neonato
Valutazione del comportamento del neonato
Comportamento del neonato

Comportamento del neonato
Comportamento del neonato

Fino agli anni  ’70 la valutazione del neonato, concepito come contenitore passivo di stimoli ambientali, era limitata agli indici di Apgar, agli esami pediatrici relativi alla sua salute fisica e alle valutazioni neurologiche.

Con la scoperta che il neonato è un essere attivo, capace di vedere, sentire e rispondere in modo differenziato a stimoli ambientali positivi o negativi, l’attenzione si è rivolta anche alla valutazione del comportamento del neonato e quindi sulle sue capacità di organizzare se stesso in presenza di variabili interferenti. Il neonato, quindi, è un essere competente dotato di una complessa organizzazione e fin dalla nascita è impegnato in un continuo adattamento all’ambiente che viene favorito e facilitato dall’accudimento fornito dai genitori. Nell’ambito del comportamento neonatale vengono individuate quattro aree di funzionamento definite sottosistemi: neurovegetativo, motorio, degli stati comportamentali, di attenzione e interazione. Il sistema neurovegetativo (nervoso autonomo) è osservabile attraverso: respirazione, colorito e temperatura corporea, funzioni digestive ed escretorie, segni motori (contrazioni involontarie della faccia e delle estremità del corpo), battito cardiaco. La stabilità del sistema neurovegetativo si manifesta con la presenza o meno di tremori e sussulti o con cambiamenti del colorito cutaneo ( roseo oppure rosso o violaceo). Il sistema motorioè osservabile attraverso: quantità e qualità dei movimenti, posture spontanee e tono muscolare. L’organizzazione motoria è valutabile dal tono muscolare ( normale e rilassato oppure flaccido o elevato e rigido), dal grado di attività motoria e dal livello di integrazione dei comportamenti motori come il portare la mano alla bocca o i movimenti di difesa. Il sistema degli stati comportamentali è osservabile attraverso: stabilità, disponibilità e variabilità degli stati di sonno e veglia, modalità di transizione da uno stato all’altro. L’organizzazione degli stati comportamentali viene valutata esaminando la labilità degli stati, il grado di irritabilità, la capacità del neonato di escludere stimoli disturbanti mentre dorme, la consolabilità e la capacità di calmarsi da sé. Il sistema dell’ attenzione ed interazione è osservabile attraverso: qualità dello stato di vigilanza, capacità di mantenere ed utilizzare tale stato per la relazione. La qualità dell’attenzione ed interazione viene valutata in base al grado di all’erta del neonato ed alle sue risposte a stimoli animati ed inanimati, sia visivi che uditivi. Tali sottosistemi sono influenzati dai fattori ambientali e si integrano nel tempo in modo gerarchico: la regolazione del sistema neurovegetativo precede l’organizzazione motoria, seguita a sua volta dalla regolazione degli stati comportamentali ed infine da quella delle competenze interattive e sociali. La valutazione del comportamento del neonato è fondamentale al fine di migliorare l’accudimento del piccolo. La comprensione delle sue capacità, abilità e difficoltà incide, infatti, sulla qualità dell’interazione e comunicazione genitore-neonato. La conoscenza dei segnali comportamentali del neonato, infatti, accresce nei genitori la sensazione di sentirsi competenti e capaci ed essi possono così agire in sincronia con il neonato, aiutandolo a regolare i comportamenti e quindi ad adattarsi all’ambiente.

Tabella comportamento neonato
Tabella comportamento neonato
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  • GENITORI PRIMI PASSI
  • PSICOMOTRICITÀ

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