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Insegnanti scuola | Perché urlare se il bambino non studia?

Insegnanti scuola
Perché urlare se il bambino non studia?

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Ma perché gli insegnanti urlano quando un bambino non studia?

Molti ripetono che è l’unico modo per spronarli, ma è davvero così?

 

Se qualcuno pensa che urlando un bambino sia spronato sarebbe il caso che cominciasse a valutare di cambiare lavoro.

 

 

Se un insegnante è arrabbiato perché il bambino non si impegna nella sua materia, non è per il suo bene, ma per la propria frustrazione di non riuscire a raggiungere gli obiettivi e per non mettersi in discussione, spostando così la responsabilità sul bambino.

Un insegnante che urla perché un bambino non ha studiato è come se un commerciante si mettesse ad urlare con i passanti che non entrano a fare spesa nel proprio negozio.

 

Spesso alcuni insegnanti urlano di più di fronte ad un bambino che non studia che di fronte ad un bambino con comportamenti negativi.

Nel passato, noi bambini, venivamo appellati addirittura asini, somari. Naturalmente dire nel passato è ottimismo, perché purtroppo non è raro che questo avvenga tutt’oggi.

Sappiate che un insegnante che chiama asino un bambino, è un asino. È pari ad un genitore che chiama maleducato il proprio bambino. 

Un insegnante deve amare i bambini e non scaricare su di loro i propri fallimenti, le proprie frustrazioni e le proprie insoddisfazioni.

L’insegnante non paga i bambini per ricevere il loro impegno, e i bambini non gli devono niente. L’insegnante ha il dovere di rispettarli, anche se non studiano, anche se hanno comportamenti negativi.

Nessuno nega i rimproveri, ma devono essere educativi e non dettati da rabbia e frustrazione. Devono avere lo scopo di spronarli, di spingerli ad impegnarsi e a fare sempre meglio.

Ogni rimprovero, ogni punizione deve essere razionale, voluta, e con il solo scopo educativo. Purtroppo, invece, troppo spesso gli insegnanti scaricano sul gruppo classe le proprie frustrazioni di un lavoro certamente duro, e per niente supportato dalle istituzioni e dai vari governi che si sono succeduti, ma tutto questo non li autorizza a prendersela con i bambini.

 

 

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