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Ospedale Alessandria: Palatoschisi

Ospedale Alessandria
Palatoschisi
Ospedale di Alessandria ambulatorio di Labio-palatoschisi

Ospedale di Alessandria

Ospedale Palatoschisi

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Ospedale infantile Santi  Antonio, Biagio e Cesare Arrigo

(Ambulatorio Labio-palatoschisi)

 

Dove finalmente abbiamo operato nostra figlia nata con schisi del palato molle.

 

Dopo tante traversie nella ricerca dell’ospedale per operare nostra figlia di palatoschisi (schisi del palato molle), siamo approdati all’Ospedale di Alessandria: Santi  Antonio, Biagio e Cesare Arrigo. Eravamo ormai decisi per Pisa quando ricevetti la lettera di risposta del Dott. Francesco Vaccarella il quale mi scriveva di chiamarlo in ambulatorio il mattino seguente.

Mio marito mi consigiò di chiamare, ma ero stufa, ero esausta, al Primo Policlinico di Napoli ci avevano distrutto, soprattutto avevano distrutto nostra figlia. Ormai eravamo decisi per Pisa… ma poi, i dubbi di una mamma non finiscono mai…

Ok, vada per la telefonata.

Un’ora, un’ora a telefono con il dottore, un’ora nella quale mi spiegò per filo e per segno l’operazione, i rischi, il tipo di intervento. Mi tranquillizzò tantissimo (a differenza del Primo Policlinico di Napoli dove ci avevano dipinto l’intervento come un’operazione al cuore). Mi disse che si era liberato un posto per il giovedì della settimana successiva e se volevamo potevamo andare. Ero decisa, avrei operato nostra figlia ad Alessandria, ne parlai con mio marito e fu d’accordo.

Partimmo il lunedì alla volta di Torino dove avevamo un appoggio.

Martedì mattina alle 9.00 arrivammo all’ ospedale di Alessadria.

In due ore abbiamo fatto: visita con il chirurgo, il dott. Vaccarella, visita con l’anestesista, elettrocardiogramma, ematocrito e, dulcis in fundo, i risultati dell’ematocrito.

Tempi di attesa al primo Policlinico di Napoli per gli stessi accertamenti: 2 mesi.

Il dottore ci chiede se vogliamo ricoverare la bambina, gli facciamo presente che abbiamo un appoggio e che preferiremmo ritardare quanto più possibile il ricovero. Il dottore ci dice di portare la bambina giovedì mattina, giorno dell’intervento.
Nostra figlia entra in sala operatoria, alle 9.50 ed esce alle 10.10.

Intervento perfettamente riuscito.

Sabato mattina la bambina viene dimessa.

Un mese dopo l’intervento della cicatrice nemmeno l’ombnra. Dopo l’intervento nostra figlia pronuncia consonanti che in genere sono difficili per i bambini operati di palato molle.

Unico problema post intervento disturbi del sonno (per tre mesi molto gravi) e terrore dei medici (passato dopo un mese).

E sì, forse è l’unica pecca di tutto il decorso operatorio è l’entrata in sala operatoria. Nostra figlia è entrata sveglia, quando l’infermiera ha chiuso le porte ci guardava sorridendo perché giocava con la barella.

Conosciamo nostra figlia e ancora adesso ci terrorizza il pensiero di cosa sia successo e cosa abbia provato la piccola quando è arrivata lì ed ha visto persone sconosciute che l’hanno stesa sul lettino, l’hanno tenuta ferma per addormentarla. Non c’è proprio una soluzione a questo evento traumatico? Non potrebbe entrare un genitore sterilizzato? Non potrebbe essere addormentata in una sala pre-operatoria dove è concesso ad uno dei genitori di entrare?

Per il resto i due giorni trascorsi nell’ Ospedale di Alessandria, Santi  Antonio, Biagio e Cesare Arrigo sono stati davvero tranquilli, se escludiamo le due notti trascorse lì e i realtivi dolori e traumi della piccola.

Il personale è stato molto gentile, disponibile, professionale.

A distanza di quattro mesi, il pediatra di nostra figlia è rimasto sbalordito dall’esito positivo dell’intervento: non riesco nemmeno a vedere la cicatrice ci ha detto.

Il nostro grazie va a tutto l’ ospedale di Alessandria, all’ambulatorio di Labio-palatoschisi, al Dott. Vaccarella professionista dotato di grandissima umiltà, umanità e professionalità, e a tutto lo staff del reparto di chirurgia pediatrica.

I genitori della piccola Viola Loulou

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