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Pasticcerie Napoli: grasso di maiale nei dolci | Vegetariani | Islam

Pasticcerie Napoli:
Grasso di maiale(strutto) nei dolci 
Vegetaria, islamici, salutisti: come difendersi.

Pasticcerie Napoli
Pasticcerie Napoli

Quando un vegetariano mangia un dolce in una pasticceria a Napoli e provincia può mangiare con tranquillità? E una persone di fede islamica? Può essere sicura di non mangiare carne di maiale? E una mamma ha la certezza che il bambino mangia un dolce sano e non pieno di grassi saturi?

NO: Nei dolci napoletani c’è lo strutto  e nessuno ve lo dice. 

La salute del bambino? Le scelte di vita dei vegetariani? La fede religiosa degli Islamici?

A Napoli non esiste, almeno nelle pasticcerie. Il 90% dei dolci che trovate nelle pasticcerie è fatto con lo strutto e nessuno ve lo dice, nessuno espone un cartello, nessuno espone ben visibile la tabella degli ingredienti. E non è usato solo per friggere, ma è uno degli ingredienti base dell’impasto.

Da Wikipedia: Lo strutto è un prodotto alimentare animale ottenuto per fusione dei grassi presenti nel tessuto adiposo del maiale.

Da www.ok-salute.it:  Strutto. Grasso alimentare ottenuto facendo fondere a vapore i tessuti adiposi del maiale. È composto di acidi grassi prevalentemente saturi: per questa ragione tende ad accrescere il tasso di colesterolo nel sangue. 

Diamo il benvenuto ai vegetariani che quando passano per Napoli si fermano a mangiare una bella zeppola di San Giuseppe, o una sfogliatella, le famose sciù o le graffe napoletane, illudendosi di mangiare un prodotto sano e invece stanno mangiando un dolce fatto di grassi animali: lo strutto.

E cosa dire alle persone di fede islamica? Sappiate che quando mangiate un dolce napoletano state mangiando lo strutto: grasso di maiale.

E la salute? Sono anni che medici e oncologi stanno facendo la battaglia ai grassi di origine animale. Non si fa che parlare di alimentazione sana, ma le vecchie abitudini non muoiono mai. Genitori e salutisti i dolci delle pasticcerie a Napoli sono fatti con lo strutto.

Eppure la maggior parte delle grandi firme di biscotti, pane, pancarrè hanno ormai da alcuni anni eliminato lo strutto nei propri prodotti, perlopiù sostituito dall’olio di oliva, senza che il gusto o la consistenza sia cambiata minimamente. Quindi la giustificazione che eliminando lo strutto si perde in sapore non poi così vera? E se fosse un problema di soldi? Forse lo strutto costa molto meno?

E attenzione a chiederlo esibendo la propria religione o la scelta di vita, potreste trovare chi vi dice che assolutamente non c’è lo strutto: dite che siete gravemente intolleranti e che rischiate uno shock anafilattico istantaneo, solo così siete sicuri di avere risposta veritiera.

Fatto sta che ognuno è libero di utilizzare gli ingredienti che vuole ma c’è dell’obbligo di esporre in bella vista gli ingredienti così che genitori attenti alla salute, Islamici e vegetariani possano saperlo e non mangiarli… ma sarà che così calano le vendite?


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