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Bullismo vittima reattiva | Bullismo a scuola

Bullismo vittima reattiva
Bullismo a scuola

Vittima reattiva
Vittima reattiva

 

Viene confusa con la vittima provocatrice, ma si tratta di un soggetto con caratteristiche diverse, seppur a volte le due figure sono sovrapponibili.

 

La vittima reattiva non provoca il bullo, ma tenta di reagire alle angherie, anche se in maniera poco incisiva, spesso controproducente.

 

Si tratta di una vittima che non subisce passivamente i soprusi, ma reagisce come può, anche arrivando allo scontro fisico o denunciando il bullo e il branco agli insegnanti o gli adulti in generale.

Il più delle volte le sue reazioni non producono nessun risultato positivo, anzi, quasi sempre portano a conseguenze ancor più gravi e le sue reazioni possono essere tra i fattori scatenanti per i quali il bullo, a volte, passa dal prevaricazioni psicologiche a quelle fisiche.

Anche le sue denunce spesso cadono nel vuoto, scatenando così l’ira e la vendetta del bullo e del branco, i quali, avendola fatta franca, intensificano le angherie.

In genere non ha un grande carisma, ma ha dignità ed orgoglio, inoltre mostra anche una buona autostima, che però può essere messa a repentaglio dagli altri che tendono a sminuire le sue capacità. 

Spesso, la vittima reattiva, è mingherlina o di bassa statura, ma di animo fiero. Odia apparire debole o perdente e questo suo atteggiamento a volte la porta ad ingigantire le proprie capacità, esagerando per esempio nel decantare proprie doti come la forza fisica e l’audacia.

Può mostrare una vera e propria idiosincrasia verso i prepotenti e le ingiustizie in generale.

A volte è troppo impulsiva e si caccia nei guai o le prende per difendere altre vittime.

Contro gli attacchi degli altri la sua difesa è sempre inadeguata, sconclusionata, e non è quasi mai all’altezza degli scontri fisici nei quali incappa.

Spesso la si confonde con la vittima provocatrice. In realtà le due figure possono avere una correlazione, perché a volte la vittima provocatrice può reagire ai soprusi, ma non è un principio, poiché spesso le sue provocazioni finiscono con l’inizio delle angherie.

La vittima reattiva, tendenzialmente non provoca, almeno non direttamente, si tratta semplicemente di un soggetto che non subisce passivamente le angherie come fa la vittima passiva, ma si ribella, anche quando è consapevole che le sue reazioni non portano a nulla.

Un dato preoccupante è che dando sfogo alle proprie frustrazioni psicologiche, le sue reazioni spesso possono essere molto rabbiose, e questo può portare gli adulti ad etichettarla come soggetto difficile, vittima provocatrice o addirittura di essere un bullo.

 

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