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Indicatori Bullismo | Segnali possibile bullo

Indicatori Bullismo
Segnali possibile bullo

Indicatori bullo
Indicatori bullo

 

Esistono dei segnali che permettono di poter prevenire casi di bullismo. Si tratta di comportamenti che alcuni bambini possono tenere e che non vanno sottovalutati.

 

Se un bambino mostra avere alcuni o molti di questi comportamenti, è bene monitorare e tenere la situazione sotto controllo.

 

La maggior parte delle fonti di informazioni sul bullismo, riportano quelli che possono essere gli indicatori delle possibili vittime e dei possibili bulli. In realtà nella maggior parte dei casi, si tratta di indicatori inerenti ad una situazione di bullismo già in atto. In questo capitolo analizziamo invece quelli che dovrebbero essere gli indicatori preventivi, cioè quei segnali che possono far attivare un campanello di allarme. Un buon insegnante non ha bisogno degli indicatori per capire se c’è in atto una situazione di bullismo: una situazione di bullismo è chiara, o almeno dovrebbe tale.

Purtroppo la scuola italiana non fornisce agli insegnanti i mezzi che potrebbero permettere di individuare situazioni a “rischio”,  monitorarle ed intervenire per fermare gli eventi sul nascere.

Quando parliamo di mezzi, parliamo di formazione mirata, lavoro di equipe, riunioni di equipe, presenza nella scuola di  un’equipe di esperti, che dia priorità ad altre figure oltre allo psicologo; scuola con spazi sicuri, spazi ed attrezzature specifiche per attività alternative, bibliografia aggiornata.

Ed invece il tutto viene lasciato alla sola responsabilità dell’insegnante che il più delle volte si trova a dover far fronte da solo a problematiche più grandi di lui.

Di seguito segnaliamo alcuni degli indicatori che potrebbero far supporre la presenza di un possibile bullo. Se un ragazzo o una ragazza attua molte, ma anche alcune, di queste condotte, gli insegnanti dovrebbero prestare attenzione, soprattutto se, parallelamente, vi è nella classe un ragazzo o una ragazza che corrisponde al profilo di una possibile vittima.

  • Ha la tendenza alla leadership
  • Ha la tendenza a comandare
  • Ha atteggiamenti prepotenti
  • Ha la tendenza a decidere giochi e attività da svolgere
  • Ha la tendenza a decidere i componenti dei gruppi
  • Ha la tendenza a manipolare gli altri
  • Ha la tendenza a sottomettere gli altri
  • Ha la tendenza a voler ottenere quello che vuole attraverso l’inganno o la prepotenza
  • Si mette spesso al centro dell’attenzione
  • Ha una elevata autostima
  • Ha una personalità forte e carismatica
  • Ha una predisposizione alle attività sportive
  • Ha una predisposizione per lo studio ed altre attività
  • È forte sul piano fisico
  • Si sente  superiore agli altri, sia sul piano fisico che quello intellettivo
  • Si pavoneggia della sua richezza: materiale, vestiario firmato, telefonini, casa e auto dei genitori etc.
  • Si vanta spesso dell’elevato ceto sociale della propria famiglia
  • Si vanta dei propri successi in generale, anche scolastici
  • Ha una cerchia di amici che fa riferimento a lui
  • Molti compagni lo venerano
  • Molti ragazzi lo vorrebbero come amico
  • Molte ragazze gli fanno il filo
  • Molti compagni e compagne lo temono
  • Molti insegnanti hanno una opinione positiva di lui
  • È altezzoso nei confronti dei compagni, ma anche di insegnanti e degli adulti in generale
  • È sarcastico e ironico, anche nei confronti degli insegnanti
  • Ha scarsa empatia per i sentimenti altrui
  • È freddo e spietato
  • È aggressivo e arriva facilmente all’uso delle mani
  • È intollerante alle frustrazioni
  • È impulsivo e perde facilmente la pazienza
  • Reagisce male alle sconfitte
  • Reagisce male alle critiche

 

Tutti questi indicatori non comportano per forza di cosa lo status di bullo. Vale a dire che un individuo che ha una forte personalità e che ha una o molte di queste condotte, può comunque non prevaricare gli altri. Un bambino può essere prepotente ma non per questo arrivare a prevaricare sistematicamente un compagno più debole. Un bambino può avere la tendenza a comandare ma questo non lo fa diventare per forza un bullo. Così come un bambino che tende comandare i compagni durante il gioco non vuol dire che poi tenda a prevaricarli.

È quindi compito dell’insegnante, o dell’equipe qualora ci fosse, di valutare i casi in cui si hanno personalità e condotte sopraelencate e monitorarle continuamente.

Ricordate che quando si ha la possibilità di monitorare i comportamenti dei bambini, si può fermare il bullismo sul nascere, il che impiegherebbe uno sforzo minimo rispetto a situazioni già “conclamate”.

 

 

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