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Bullismo a scuola | Scienze dell’educazione o pedagogia

Bullismo a scuola
Scienze dell’educazione o pedagogia

Scienze dell'educazione o pedagogie
Scienze dell’educazione o pedagogie

Da molti anni il termine Laurea in pedagogia è caduto in disuso in favore del più moderno Laurea in Scienze dell’educazione. Ma il nuovo termine rende giustizia a questa figura professionale?

In realtà non ha fatto altro che declassarla a mero operatore sociale. Perché nemmeno il tentativo di trasformarlo in Educatore professionale è riuscito.

 

 

 

 

Quando si parla di pedagogia c’è una certa confusione, dovuta soprattutto a Gaston Miaralet e Maurice Debesse che volendo elevare il ruolo della pedagogia, pensarono di sostituire il termine di pedagogia in Scienze dell’educazione. Ma invece di rendere giustizia alla disciplina, questa scelta infelice ha declassato fortemente la categoria, riducendola a meri operatori sociali. Il laureato in scienze dell’educazione dovrebbe essere una figura pari agli psicologi e ai sociologi, superiore a questi quando l’argomento tratta di processi educativi e tutto ciò che ruota intorno all’educazione dei minori.

Il suo nome completo dovrebbe essere: Scienziato dell’educazione. Ma questo titolo invece di erigerlo lo pone in una condizione tra il faceto ed il ridicolo: immaginate se una persona che lavora con i minori si presentasse dicendo che nella vita fa lo scienziato. Così si arriva alla amara soluzione che chiama il laureato in scienze dell’educazione: Educatore Professionale.

La confusione, poi, cresce quando spulciamo i programmi delle facoltà di scienze dell’educazione che  tendono a strizzare l’occhio alla psicologia e alla sociologia. Il piano studi non ha niente a che vedere con la formazione di un Educatore Professionale, in realtà l’Educatore professionale dovrebbe essere tutt’altro. Sarebbe auspicabile quindi un ritorno alla laurea in pedagogia, anche se, a nostro avviso, nel corso di laurea in questione la pedagogia si studia troppo poco.

In conclusione chi si laurea con 5 anni in materie pedagogiche, dovrebbe chiamarsi pedagogista, così come l’avvocato si chiama avvocato e lo psicologo si chiama psicologo, e non scienziato della legge o scienziato della mente. E dovrebbe occuparsi dei processi educativi dei bambini e dei ragazzi in maniera predominante. Lavorare a fianco degli psicologi che si occuperebbero solo ed esclusivamente della psiche ed il pedagogista si riprenderebbe il proprio ruolo: studiare e valutare i processi educativi, elaborare tesi e pianificare percorsi educativi.

La sua figura dovrebbe essere imprescindibile in alcuni contesti:

E dovrebbe essere prioritaria la laurea in pedagogia per:

  • Dirigente scolastico
  • Dirigente di casa famiglia
  • Consulente educativo

E per finire dobbiamo aggiungere la scarsa autostima che i laureati in scienze dell’educazione mostrano avere per la propria laurea, questo sicuramente dovuto al fatto che non sanno esattamente il ruolo che spetta loro, ma la causa è da ricercare anche nella propria inerzia per non essere stati capaci di affermare la propria figura professionale e il non essere riusciti in tanti anni a creare un albo professionale.


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