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Bullismo: Il training dell’assertività

Bullismo
Il training dell’assertività

Bullismo Training dell'assertività
Bullismo Training dell’assertività

Un altro metodo che scarica le responsabilità sulla vittima è il Training dell’assertività.

 

In realtà non è sbagliata l’idea dell’assertività. È sbagliata l’idea dell’assertività proposta dagli esperti che dovrebbero intervenire per arginare il bullismo.

 

Un genitore può, e forse deve, insegnare al figlio ad essere assertivo, sottolineiamo, non insegnare ad essere prepotente e arrogante, ma può insegnare al bambino ad assumere un comportamento assertivo quando qualcuno cerca di prevaricarlo. Ma non può essere la soluzione proposta da chi deve proteggere la vittima.

Abbiamo già trattato l’argomento in un altro articolo Insegnare la vittima a difendersi, in cui vi mostravamo l’esempio di un commerciante che va dai Carabinieri per denunciare di essere vittima di camorra e invece di essere aiutato si sente dire che gli insegneranno a difendersi. Già in quel caso abbiamo visto come l’idea è molto discutibile.

Il metodo consiste nel creare un gruppo di bambini a cui si insegna il metodo assertivo, ma può essere insegnato anche ad un bambino singolarmente. Si tratta di un copione da imparare, dove l’alunno risponderà in maniera chiara le proprie posizioni a chi cercherà di prevaricarlo.

Viene svolto con bambini di età dai 4 ai 15 anni (è importante sapere che più sono piccoli i soggetti a cui viene insegnato, più funziona il metodo, più sono grandi i soggetti più diventa difficile da attuare, addirittura si rischia di mettere il soggetto in ridicolo, ndr).

I gruppi si riuniscono con cadenza settimanale, possibilmente nel tempo libero (questo risulta essere un altro punto a sfavore del metodo, poiché le vittime lo vedono come un ulteriore tempo da dedicare alla scuola, ndr).

I punti sui quali si lavora sono:

  • Fare affermazioni assertive
  • Resistere al raggiro o alle minacce
  • Rispondere agli insulti
  • Abbandonare una situazione di bullismo
  • Ottenere appoggio degli astanti
  • Accrescere la propria autostima
  • Rimanere calmi in situazioni stressanti

Ma cosa vuol dire fare affermazioni assertive?

Vuol dire non subire passivamente le provocazioni, ma saper rispondere senza però diventare a propria volta aggressivo.

Uno degli esempi classici che fanno gli autori è quello di rispondere a cantilena ad un tentativo di aggressione. Noi l’abbiamo modificato, ci è sembrato più realista rispetto a quelli proposti da loro, almeno per quanto riguarda l’Italia.

Gianni:  Dammi la bici

Michele:  No non te la do, è mia

Gianni:  E dai non fare lo scemo

Michele:  No non te la do, è mia

Gianni:  Allora stasera non uscirai con noi

Michele:  Non importa, la bici non te la do, è mia.

Gianni:  Sei proprio scemo

Michele:  Va bene, ma la bici è mia.

Questo esempio è calzante. Ma è quello che succede quando il bullo si trova di fronte ad un ragazzo con una buona autostima. Ma la vittima non ha una buona autostima, e tutto il lavoro che voi farete con essa non servirà a niente, perché il bullo la conosce, e  se domani dovesse rispondere NO, il bullo non desisterebbe. E perché conosce l’indole della vittima, non ha dubbi sulla sua debolezza, e per non fare brutta figura con il branco e con gli astanti. Che il bullo sia un vigliacco è una bugia inventata da chi propina consigli errati.

La bici è di Michele, e probabilmente il bullo non andrebbe oltre, ma in un’altra situazione?

Nel giardino della scuola: Michele siede su una panchina.

Gianni:  Alzati, dobbiamo sederci noi.

Michele:  No, non mi alzo, c’ero prima io.

Gianni:  Sì, ma a me non importa, alza i tacchi e vattene se no si mette male.

Michele:  No, non mi alzo, c’ero prima io.

Gianni:  Allora sei scemo?

A questo punto il bullo o uno del branco spinge via Michele e lo allontana con la forza o addirittura gli mollano un ceffone.

A cosa è servito il metodo assertivo? Cosa farà Michele a questo punto?

Se ne andrà con la coda tra le gambe. Manderà al diavolo le sedute per il metodo assertivo e diventerà più insicuro di prima.

Il metodo assertivo e tutte le attività proposte:

ottenere appoggio degli astanti – accrescere la propria autostima – rimanere calmi in situazioni stressanti

non servono alla vittima, perché non le potrà mettere in pratica.

Ma abbiamo presente quanto lavoro ci vuole per accrescere l’autostima di una persona?

E quanto lavoro ci vuole per ottenere l’appoggio degli astanti? Cioè: gli amici del bullo e i sostenitori del bullo? O i bambini che restano neutrali perché hanno paura?

La vittima non ha tutto questo carisma, spesso non ha nemmeno la simpatia per ricevere l’aiuto degli altri.

Rimanere calmi in situazioni stressanti o pericolose?

Come si pensa di poter insegnare ad un bambino a restare calmo in una situazione di stress o pericolo, quando più del 50%  degli adulti non riesce a stare calmo nella medesima situazione?

Il metodo assertivo, così come le arti marziali, possono essere utili se imparati prima di diventare vittime di bullismo. Se si interviene su un bambino che è già vittima di bullismo non serviranno a niente, ma anzi rischiano di acutizzare la già difficile situazione.

Molti bambini hanno sono assertivi, non sappiamo se ce l’hanno nel DNA o perché lo imparano da piccolissimi, quei bambini è difficile che subiscano prevaricazioni, ma ce l’hanno dentro, crescono insieme a quel comportamento, lo hanno acquisito sin dai primi mesi di vita, loro sono in grado di usarlo senza recitare, mentre la vittima dovrà impararlo e recitarlo, non sarà mai una sua caratteristica.

Ma mentre studia subirà dal bullo e dal suo branco, che neanche si accorgerà che sta studiando il metodo assertivo o le arti marziali.

 

 

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