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Bullismo profilo della vittima | Bullismo online

Bullismo profilo della vittima
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Profilo della vittima
Profilo della vittima

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Quali sono le differenze tra la vittima passiva e la vittima provocatrice? E chi è la vittima ambigua?

 

Andiamo ad analizzare attraverso gli studi di Dan Olweus le differenze sostanziali tra le due tipologie di vittime e delineiamo la vittima ambigua.

 

 

Vittima Passiva o Sottomessa

Le vittime sono solitamente più ansiose e insicure degli studenti in generale. Inoltre spesso sono caute, sensibili e calme. Le vittime soffrono di scarsa autostima ed hanno un’opinione negativa di sé e della propria situazione. Spesso si considerano fallite, e si sentono stupide, timide e poco attraenti. Solitamente vivono a scuola una condizione di solitudine e abbandono. Di regola non hanno un buon amico in classe. Non sono soggetti aggressivi, né molesti; per questo non si può spiegare il  bullismo attribuendolo alle prevaricazioni delle vittime stesse. (Olweus “Bullismo a scuola”, p. 34).

Inoltre, dai nostri studi emergono alcune precisazioni importanti, per esempio: spesso le vittime hanno comportamenti che agli altri risultano provocatori. Alla definizione di Olweus che riferisce le vittime come caute, possiamo aggiungere che spesso dietro la cautela si nascondono paura o vigliaccheria. Questa è forse la caratteristica più importante a determinarne lo stato di vittima di bullismo: difficilmente un bambino coraggioso subisce prevaricazioni. Alcune vittime tendono ad auto-colpevolizzarsi e sono introverse e si chiudono in se stesse, a volte fino ad auto-emarginarsi.

 

Vittima provocatrice

Sono caratterizzati da ansia e aggressività. Hanno spesso problemi di concentrazione e si comportano in modo tale da causare irritazione e tensione; alcuni di questi possono essere definiti iperattivi. Non è raro che il loro comportamento provochi reazioni negative da parte di molti compagni o di tutta la classe. (Olweus “Bullismo a scuola”, p. 34). Inoltre: possono essere caratterizzate da un temperamento bollente per cui tendono a ricorrere alla forza o a controbattere, anche se in modo poco efficace…Possono essere… inquiete… offensive, possono creare tensione, possono essere goffe e immature ed aver acquisito abitudini irritanti. Possono essere molto sgradite anche agli adulti (compresi gli insegnanti). Possono tendere a prevaricare gli studenti più deboli. (Olweus “Bullismo a scuola”, p. 62/63).

A volte la vittima provocatrice tende realmente a provocare il bullo, con battute o critiche, per esempio correggendo il bullo quando commette errori, contraddicendolo, e a causa della elevata autostima ed intolleranza alle critiche il bullo reagisce in maniera aggressiva.

Aggiungiamo che spesso la vittima risulta fastidiosa, mostra comportamenti negativi, per esempio può essere assillante e poco simpatica, questa caratteristica, insieme ad altre, può essere una delle cause scatenanti che dà origine al bullismo o acuisce i comportamento negativi nei suoi confronti.

Purtroppo questo suo comportamento infastidisce anche chi non è bullo o strettamente connesso con il bullo, per esempio compagni o insegnanti, e si innesca così una situazione infelice in cui si giustifica il bullo per i comportamenti fastidiosi della vittima.

Ma a volte questi comportamenti sono molto di più che fastidiosi ed è il caso della vittima ambigua.

 

Vittima ambigua
Soggetto molto difficile da gestire, mostra comportamenti falsi e ambigui, fino a commettere azioni infami, come fare la spia o accusare ingiustamente compagni innocenti. Non ha amici, è spesso sola perché emarginata o auto-emarginata.

 

Vittima reattiva
Spesso viene confusa con la vittima provocatrice, ma in realtà sono due figure ben distinte, poiché la vittima reattiva non provoca, reagisce solo quando subisce prevaricazioni, ma purtroppo le sue reazioni non sono mai funzionali, anzi spesso acuiscono la situazione.

 

 

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